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Il santuario di Mishkova Niva

Mishkova Niva si trova a Malko Tarnovo, vicino al confine con la Turchia. Sul territorio si eregge un santuario tracio circondato da un enorme muro, che fa parte di un complesso archeologico molto più grande, che comprende anche due tombe a cupola, una fortezza, una villa romana e antiche miniere.

La prima pubblicazione scientifica sul santuario venne compilata da Karel Shkorpil nel 1926 nella sua monografia "Descrizione del mondo antico nella zona del Mar Nero - Parte II: santuari e monumenti con immagini di cavalieri". Shkorpil descrive l'impressionante muro che circonda il santuario, con un diametro di circa 26 m, e scrive come più di 70 pietre utilizzate per la costruzione della chiesa e di altri piccoli edifici furono originarie del tempio. Nel suo testo menziona anche due piastre con rilievi di un cavaliere tracio. 

Nella parte meridionale del cerchio si trova l'ingresso di una tomba, formata da un corridoio chiuso (dromos), e da una camera con cupola rotonda. L'ingresso si presume fosse coronato da un cavaliere, dipinto con uno scudo, una lancia e due palme sullo sfondo. Vicino alla parete occidentale del dromos è stata trovata una stanza rettangolare, eretta con pietre di granito calcareo e con materiali diversi da quelli della tomba. Con le stesse pietre è stato costruito un cerchio interno. Sono stati scoperti altari raffiguranti Apollo, un'iscrizione dedicata a Eracle e diverse tavolette con immagini dello stesso cavaliere tracio conservato nel museo della città di Malko Tarnovo. A giudicare dalle varie iscrizioni presenti nel sito archeologico, gli scienziati suggeriscono che le divinità principali nell'area di Malko Tarnovo fossero Zeus, Dioniso, Apollo e Eracle. Il cerchio di pietra sembra essere stato un luogo universale di culto. 

Gli studiosi riferisono come Mishkova Niva cambiò il suo utilizzo negli anni, da monumento megalitico (dolmen) della seconda metà del II millennio a.C., a un santuario. 

La fortezza di Golyamoto Gradishte (la cima più alta del monte Strandzha a 710 metri s.l.m.) che fungeva da rifugio e proteggeva la regione fino al periodo romano, faceva parte del complesso archeologico, ma venne distrutto dai cacciatori di tesori a fine del ventesimo secolo. Il muro della fortezza era composto da pietre di diverse forme e dimensioni. Lo spessore della parete era di circa 1,30 metri. Sul terreno sono ancora visibili pezzi di mattoni e scorie metallurgiche. L'area racchiusa dal muro aveva un diametro di circa 100 metri, dove, oggi, si possono notare alcuni resti delle stanze. Secondo alcuni professori, aIl'inizio del I millennio a.C. questo luogo fungeva da santuario roccioso, e venne poi successivamente convertito in una fortezza. Il sito non è mai stato studiato archeologicamente.

Il santuario, come l'intero complesso archeologico di Mishkova Niva, sono monumenti di grande importanza storico-scientifica, ma in continuo pericolo. Nonostante il saccheggiamento dei cacciatori di tesori, le tombe del santuario e della cupola si sono conservate molto bene, ma allo stesso tempo, necessitano di un restauro, perché al giorno d’oggi una visita turistica accompagnata da una guida esperta non è possibile, per via della poca sicurezza e impraticabilità dei sentieri. 

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