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La marteniza entra nell’UNESCO

La marteniza fa ufficialmente parte della lista "patrimoni orali e immateriali dell'umanità" dell'UNESCO.

L’elenco è stato annunciato il 6 dicembre, e l'UNESCO ha osservato che le pratiche culturali di Bulgaria, Macedonia, Moldavia e Romania associate al 1° marzo "consistono in tradizioni trasmesse fin dall'antichità per celebrare l'inizio della primavera".

La pratica consiste nel scambiarsi la martenitza (un insieme di fili rossi e bianchi o bambole di stoffa, lana o di cotone) durante la prima settimana di marzo. Si indossa fino a quando non ci si imbatte nel primo segno dell'arrivo della primavera (una cicogna, una rondine o un albero in fiore) e poi si appendono su un albero, o si mettono sotto una pietra, esprimendo un desiderio. Si ritiene che l'artefatto fornisca una protezione simbolica contro vari pericoli e garantisca un passaggio sereno dall'inverno alla primavera. La marteniza rappresenta anche i colori della natura, il bianco della neve che se ne va e il rosso del sole che sta arrivando.

Tutti i membri delle comunità interessate partecipano, indipendentemente dalla loro età, e la pratica contribuisce alla coesione sociale, allo scambio intergenerazionale e all'interazione con la natura, promuovendo la diversità e la creatività.  Nelle aree rurali, alle giovani viene insegnato come filare dalle donne anziane, mentre nelle aree urbane gli apprendisti imparano da insegnanti e artigiani. Un'altra possibilità per imparare questa pratica è fornita dai laboratori Marteniza, organizzati da musei etnografici. 

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