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Vito Positano

Vito Positano è nato a Noicàttaro, il 1º ottobre 1833 e morto a Yokohama, 26 novembre 1886, svolgendo il suo ruolo di diplomatico è diventato eroe dell'indipendenza bulgara salvando Sofia dalla distruzione durante la guerra Russo-Turca

Dal 1860 si arruolo volontario nell'esercito dove esercitò una brillante carriera militare, questo, fino all'unità d'Italia poi si congedò considerando concluso il suo compito e pochi anni dopo assunse posizioni di rilievo dell'Amministrazione del nuovo Regno italiano

Dopo l'Unità d'Italia accede alla carriera diplomatica, viene inviato a Trieste, Corfù, Malta, Algeri, Istanbul e poi Sofia, nella Bulgaria all'epoca sottomessa all'Impero Ottomano, dove prestò servizio dal 5 luglio 1876 al 21 agosto 1878.

Nel dicembre 1877, durante la guerra Russo-Turca, mentre l'esercito russo sta per raggiungere Sofia, i turchi vedendosi costretti alla ritirata minacciano incendi ed eccidi e, per avere campo libero, invitano i diplomatici presenti ad abbandonare la città.

Vito Positano, decano del corpo consolare, non solo rifiuta di abbandonare Sofia, ma si prodiga per salvarla. Sostenuto dal console francese e da quello austro-ungarico convoca tutti i rappresentanti diplomatici e, unitamente alle personalità più rappresentative della città, si oppone con una energica nota diplomatica alla mostruosità dei crimini temuti. Minaccia il pascià turco di ritorsioni internazionali, mettendo durante uno storico incontro con lui, a repentaglio non solo la sua carriera diplomatica ma la sua stessa incolumità fisica, assieme a quella dei suoi familiari.

Poi, sfruttando l'esperienza giovanile vissuta nel corpo dei genieri-pompieri, si impegna a dirigere gli interventi necessari a circoscrivere i roghi che si levano minacciosi nella città, in preda al panico e allo sbando più rovinoso. Guida e sostiene i volontari bulgari che vigilano sulla città evitando roghi e i saccheggi delle truppe sbandate dell'esercito turco in ritirata. Contribuisce attivamente a salvare Sofia, ad agevolare il primo passo verso la sua indipendenza.

Sofia fu salva e dopo l'arrivo dell'esercito russo i cittadini si recarono in massa sotto il balcone del console Positano, esultando per dimostragli la loro gratitudine.

Nel 1879 Vito Positano è destinato console a Damasco. Di qui inviato nel 1882 a Yokohama, in Giappone, dove muore il 26 novembre 1886.

Per il suo contributo alla causa della Bulgaria libera ed indipendente Positano ebbe la decorazione di ufficiale dell'Ordine di Sant'Anna di Russia, consegnatagli dal principe Dondukov a nome dello Zar. Ricevette inoltre encomi dal re d'Italia e dallo stesso sultano ottomano che gli conferì l'Ordine del Mecid.

Il primo consiglio Municipale della città libera di Sofia nel 1879 gli conferì, lui presente, la cittadinanza onoraria con la seguente motivazione: "Se non fosse stato per il suo diretto intervento, ora di Sofia non resterebbe alcun segno, migliaia di cittadini sarebbero periti in quel rigido inverno".

A Sofia gli fu dedicata la piazza dove aveva abitato, che oggi, nonostante sia diventata una strada, porta ancora il suo nome.

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