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Zarina di Bulgaria

La giovane principessa sabauda Giovanna crebbe in famiglia con le sorelle Iolanda, Mafalda, Maria Francesca ed il fratello Umberto, trascorrendo molto tempo a Villa Savoia insieme alla madre, dalla quale ricevette un'educazione classica.

Nel 1927 incontrò per la prima volta lo zar Boris III di Bulgaria che era asceso al trono bulgaro dopo l'abdicazione del padre nel 1918. I due giovani si innamorarono e si fidanzarono ufficialmente programmando le nozze che vennero celebrate il 25 ottobre 1930, ad Assisi, La cerimonia religiosa si svolse quindi nella basilica francescana di Assisi dove i due si sposarono con rito cattolico (la scelta del luogo era dovuta al voto fatto da Giovanna anni prima di devozione a san Francesco). Essendo lo zar di religione ortodossa, venne celebrata una seconda cerimonia a Sofia ove poi si tenne anche l'incoronazione ufficiale della nuova zarina.

Con questa unione, Giovanna divenne zarina di Bulgaria e per Vittorio Emanuele III questa era un'ulteriore conquista per Casa Savoia che si qualificava ancora una volta tra le principali casate d'Europa. Il matrimonio era inoltre strategico anche per il Montenegro da cui proveniva la madre di Giovanna che vedeva nell'alleanza tra Italia e Bulgaria una possibilità vantaggiosa per sopravvivere come piccolo stato indipendente nell'area agitata dei Balcani.

Oltre che per il carattere aperto e socievole, Giovanna venne subito apprezzata in patria per le origini slave e per una certa parentela coi sovrani bulgari: sua zia materna, la principessa Anna del Montenegro, era andata in sposa al principe Francesco Giuseppe di Battenberg, fratello di Alessandro di Battenberg, primo principe della Bulgaria unita col nome di Alessandro I

Nel 1940 il re Boris III riuscì a strappare alla Romania la regione della Dobrugia; nel 1941, durante un viaggio in Germania, accettò di unirsi a Hitler nel secondo conflitto mondiale con l'Italia ed il Giappone, ma lo zar, temendo una sollevazione popolare, rifiutò di dichiarare guerra alla Russia, inimicandosi il Führer

La crescente repressione attuata dai tedeschi contro gli ebrei della Bulgaria, spinse lo zar e la zarina ad aiutare e proteggere molti di costoro al fine di salvarli dalla persecuzione nazista facendoli fuggire all'estero in luoghi sicuri. Questo atto sfrontato fece sì che Hitler richiedesse urgentemente un incontro con Boris III nel 1943, al termine del quale lo zar fece ritorno in patria per poi morire dopo appena tre giorni, probabilmente a causa di un avvelenamento

La tomba del re Boris, presso il Monastero di Rila, fu violata ed il corpo portato in un luogo segreto e mai più ritrovato, tranne il cuore[senza fonte], ora sepolto nella chiesa del monastero. Nel 1946 fu indetto un referendum, il cui risultato fu pilotato dai sovietici, e venne di fatto abolita la monarchia: Giovanna coi due figli fu costretta all'esilio. Raggiunse dapprima l'Egitto presso i genitori, poi, dopo un netto rifiuto da parte dell'Italia che non trovava "opportuno" ospitare la Famiglia reale bulgara, essendo la Regina una Savoia, nel 1950 il dittatore Francisco Franco offrì loro asilo politico in Spagna; infine, sposatisi i figli, Giovanna raggiunse il Portogallo presso il fratello Umberto II di Savoia a Cascais.

Ritornò per la prima volta in Bulgaria nel 1993, caduto il comunismo, accolta con grande entusiasmo, per il cinquantenario della morte di suo marito Boris. Morì a Estoril il 26 febbraio 2000, ma volle essere sepolta in Italia, nel cimitero di Assisi, nella cappella dei frati. Lo storico francese Ristelhneber definì la sua vita: "Tutto un esempio di semplicità e di dignità"

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